Gianmarco Tognazzi, racconto Occorsio giudice e uomo

Il 4/9 su Rai1 al via il ciclo ‘Nel nome del popolo italiano’

Il giudice assassinato da Ordine Nuovo nel 1976, il personaggio pubblico, ma anche “l’uomo, il padre, il nonno, nei ricordi dei nipoti e nei filmini super 8 conservati in famiglia”: è ‘Vittorio Occorsio’ raccontato da Gianmarco Tognazzi nel primo dei quattro docufilm del ciclo ‘Nel nome del popolo italiano’, prodotti da Gloria Giorgianni per Anele con Rai Cinema e Rai Com, in onda lunedì 4 settembre in seconda serata su Rai1. Le altre puntate saranno dedicate al presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, fratello del Capo dello Stato Sergio, ammazzato dalla mafia nel 1980; al docente universitario Marco Biagi, freddato dalle Nuove Brigate Rosse nel 2002; all’ufficiale della Marina Militare Natale De Grazia, avvelenato nel 1995.

Diretto dal regista Gianfranco Pannone, Tognazzi guida il pubblico alla scoperta della figura e dell’operato di Occorsio, primo magistrato ad occuparsi della loggia P2 e a indagare sui rapporti tra terrorismo neofascista, massoneria e apparati deviati del Sifar, ucciso dal terrorismo nero il 10 luglio 1976, a pochi passi dalla sua casa di via Mogadiscio, a Roma.

“Ho cercato di pormi nell’ottica del semplice telespettatore, rivolgendo domande spontanee agli interlocutori e cercando di ricostruire la biografia pubblica di Occorsio, ma anche il suo privato”. Tra le testimonianze, quelle di Giovanni Salvi, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, Rino Formica, ex ministro della Repubblica, Piercamillo Davigo, presidente della Corte Suprema di Cassazione, Michele Di Sivo, archivista dell’Archivio dello Stato e giornalisti come Luca Telese, Flavia Perina, Luciana Castellina, Paolo Graldi.

Un racconto che diventa intimo nelle parole di amici e familiari, come i giovani nipoti Vittorio Occorsio e Luca Maricchiolo: “Mi ha colpito la passione con cui parlano di lui. Spero che le loro voci, in particolare, aiutino ad avvicinare i giovani alle storia di personaggi che hanno sacrificato la vita per l’Italia, ma di cui i ragazzi sanno poco o nulla. Non è mai troppo tardi per tramandare la memoria storica del Paese e per questo spero che questo ciclo abbia un seguito”. Nella ricostruzione, sottolinea ancora Tognazzi, “non c’è spazio per tesi precostituite: emerge il ritratto di un uomo che era riuscito a scavare nell’indicibile, fino ad essere cosciente che avrebbe potuto pagare con la vita il suo impegno. Un uomo che non si è mai schierato politicamente, integerrimo, animato da un altissimo senso del dovere”.

Una motivazione in più, per l’attore, è stato il titolo del ciclo, ‘Nel nome del popolo italiano’, “storico film di Dino Risi interpretato da mio padre Ugo, che aveva il ruolo di un giudice, e da Vittorio Gassman tra gli altri. Non basta ripescare i film in occasione della scomparsa di personaggi come loro o trasmetterli alle due di notte, ci vuole continuità. Penso a Mastroianni, Visconti, Rossellini, Scola, Salce, ma anche a Villaggio, Ferreri, Franco e Ciccio”, sottolinea ancora Gianmarco Tognazzi, che si divide tra tv, teatro e cinema. Dall’11 settembre condurrà il talent culinario Chopped su Food Network, in attesa di calcare nei prossimi giorni il set del nuovo film di Gabriele Muccino, L’isola che non c’è, e dal 20 gennaio il palco con Vetri rotti di Arthur Schnitzler, in coppia con Elena Sofia Ricci, per la regia di Armando Pugliese.

Negli altri docufilm di ‘Nel nome del popolo italiano’, che andranno in onda a seguire il 5, 6 e 7 settembre, gli attori narratori sono Dario Aita (per ‘Piersanti Mattarella’), Massimo Poggio (per ‘Marco Biagi’) e Lorenzo Richelmy (per ‘Natale De Grazia’) e i registi rispettivamente Maurizio Sciarra, Gianfranco Giagni e Wilma Labate.

Fonte: www.ansa.it